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CLIMATIZZAZIONE - APPROFONDIMENTI

Indice degli argomenti

- Climatizzatori Inverter
- Climatizzatori ON/OFF
- Climatizzatori ad unità singola
- Dimensionamento
- Installazione a regola d’arte
- Scarico condensa
- Installazione su predisposizione sottotraccia
- Carica di gas refrigerante


- Climatizzatori Inverter

Sono le unità di ultima generazione, nelle quali la gestione delle componenti interne è pesantemente regolata dall’elettronica, la quale controlla costantemente la temperatura ambientale e regola di conseguenza la velocità del compressore dell’unità esterna.

All’accensione dell’impianto, se l’ambiente si trova al di sotto della temperatura impostata, al compressore viene impartito l’ordine di rotazione alla massima velocità. Al progressivo avvicinarsi della temperatura ambientale a quella impostata, il compressore riduce di pari passo la sua velocità di rotazione fino a livelli bassissimi.

A questo punto, raggiunto l’equilibrio termodinamico, l’unità provvederà a mantenere l’ambiente a temperatura pressoché costante mantenendo la velocità di rotazione a valori adeguati. Questo si traduce in rumorosità dell’unità esterna molto limitata e consumi elettrici mediamente bassi: l’unità infatti avrà un assorbimento elettrico elevato allo spunto ma quando l’ambiente andrà in temperatura essa lavorerà a regimi bassi con bassi consumi elettrici.

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- Climatizzatori ON/OFF

I Climatizzatori ON/OFF sono dotati di un’elettronica molto scarna la quale regola il funzionamento del compressore secondo un comportamento “termostatico”. Quando l’ambiente si trova al di sotto della temperatura impostata al compressore viene impartito il comando di accensione (ON) ed alla massima velocità. L’unità impartisce il comando di spegnimento (OFF) quando l’ambiente raggiunge una temperatura leggermente inferiore a quella desiderata. In sintesi, per questo tipo di unità la temperatura impostata è da considerarsi come temperatura ambientale media. Tipicamente accade che durante l’accensione l’ambiente risulta più “freddo” di quanto non si desideri e che durante la fase di spegnimento risulti più “caldo”.

In termini di consumi elettrici va detto che nel caso di utilizzo sporadico dell’unità non si rilevano sostanziali differenze tra macchine On/Off ed inverter. Se invece si prevede un uso intensivo è assolutamente sconveniente prenderne in considerazione l’installazione.

Il fattore confort vede invece sempre vincenti i modelli dotati di tecnologia Inverter i quali garantiscono come detto che l’ambiente sia sempre a temperatura costante, con fluttuazioni minime e con livelli di rumorosità bassissimi.

ON/OFF INVERTER
 Componentistica interna molto semplice. Apparecchi di uso stand-alone, quindi non integrabili con sistemi di controllo di terze parti  Componentistica interna molto complessa in grado di implementare programmi di confort molto avanzati. Possibile l’integrazione con sistemi di domotica tramite bus
 Costo delle unità molto basso  Costo delle unità
 Comfort ambientale non elevato  Comfort ambientale elevatissimo
   
 Consumi elettrici elevati se l’uso si estende per molte ore giornaliere  Consumi elettrici a regime bassi
 Difficile il reperimento di componenti di buona marca aventi tale tecnologia, considerata dai produttori big vetusta  Standard di mercato, quindi ampia disponibilità di marchi e modelli di vari prezzi
 Rumorosità mediamente più elevata, in particolare dell’unità esterna  Rumorosità bassissima, sia delle unità interne che delle esterne


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- Climatizzatori ad unità singola

In molti contesti non è possibile per vincoli di motivo estetico installare le unità esterne dei sistemi di climatizzazione a split classici. In tal caso è possibile optare per climatizzatori singoli monounità i quali sono composti dalla sola unità interna la quale scambia calore con l’esterno dell’immobile tramite due fori passanti praticati sulla parete di fissaggio. Si tratta di unità altrettanto moderne e performanti come quelle a split, l’unico neo è rappresentato dalle dimensioni e rumorosità leggermente maggiori.

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- Dimensionamento

Quello del dimensionamento di un impianto di climatizzazione è secondo noi la discriminante principale tra operatori realmente professionisti rispetto ai principianti o agli addetti vendita delle grosse catene di distribuzione. Esso infatti deve tenere conto di molteplici parametri termici propri di ogni ambiente, quali l’esposizione, il volume, la presenza di finestrature, il dimensionamento basato sulla potenza nominale, ecc ...

Lo scorretto dimensionamento comporta nella migliore delle ipotesi l’incapacità del sistema di portare alla corretta temperatura gli ambienti ed un eccessivo consumo elettrico. In genere un sottodimensionamento dell’impianto comporta aumenti dei consumi elettrici poiché l’unità esterna non riuscendo a soddisfare adeguatamente i requisiti energetici degli ambienti, tende ad alimentare il compressore di cui è dotata per periodi molto lunghi. Dualmente un sovradimensionamento riduce drasticamente la vita dell’unità esterna poiché il suo compressore segue cicli di accensione/spegnimento o di bassa/alta velocità troppo ravvicinati nel tempo, proprio perché risulta troppo veloce nel portare l’ambiente alla temperatura desiderata.

Nei sistemi multisplit si introduce infine la problematica della simultaneità di utilizzo delle unità interne. L’unità esterna infatti, indipendentemente dal numero di “attacchi” che possiede, deve essere dimensionata in base alla somma delle potenze richieste dalle unità interne. Va quindi analizzato il fabbisogno energetico degli ambienti ma soprattutto vanno valutate le abitudini del cliente e la possibilità di fare lavorare le unità in maniera mutuamente esclusiva od in contemporanea tollerando un funzionamento non a massima potenza.

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- Installazione a regola d’arte

L’ottimale rendimento delle unità e la loro stabilità sono strettamente legate da un’installazione effettuata a regola d’arte. Essa prevede l’impiego di attrezzature adeguate e notevole cura del dettaglio.

Le unità esterne ed interne vengono collegate tra loro mediante apposita tubazione in rame isolata termicamente da uno strato di materiale spugnoso. Le estremità delle suddette vanno collegate alle unità a seguito di un processo che prende il nome di cartellatura. Mediante l’uso di uno specifico utensile si effettua una svasatura perfetta dell’estremità di ciascun tubo. La non perfetta esecuzione di questa operazione comporta la perdita di gas dal circuito frigorifero e quindi malfunzionamenti dell’impianto.
Alcuni installatori alle prime armi pensano di poter risolvere il problema dell’esperienza nel realizzare cartelle perfette mediante l’utilizzo di giunti cosiddetti autocartellanti, i quali in pratica genererebbero automaticamente la svasatura all’estremità della tubazione durante la fase di serraggio del giunto. A nostro parere questi giunti non lavorano adeguatamente bene, e problemi di perdite si manifestano con elevata frequenza.

Dopo la cartellatura i giunti vanno stretti con una coppia predeterminata. Gli installatori più esperti riescono ad effettuare questa regolazione manualmente, noi però preferiamo eliminare completamente l’incertezza utilizzando apposite chiavi dinamometriche con i settaggi di coppia dettati dai costruttori.

L’ultimo e più importante step consiste nel creare il vuoto all’interno del circuito frigorifero. Per far ciò è OBBLIGATORIO utilizzare una apparecchiatura chiamata pompa del vuoto e lasciarla in azione per tutto il tempo necessario, dipendente fondamentalmente dalla lunghezza delle tubazioni.
Anche in questo caso, alcuni installatori domenicali, per ragioni di tempo o per mancanza di attrezzatura adeguata, anziché effettuare la procedura sopradescritta effettuano un’operazione di spurgo delle tubazioni facendo fuoriuscire parte del gas precaricato nell’unità esterna per, a loro dire, creare una sorta di vuoto. L’operazione richiede pochi secondi di lavoro anziché le ore normalmente necessarie per effettuare il vuoto mediante pompa.

DIFFIDATE DA QUESTA PROCEDURA:

Anzitutto nel caso di tubazioni lunghe la quantità di gas dispersa potrebbe essere non più trascurabile, causando il degradamento delle prestazioni, ed in secondo e più importante luogo si rischia di incorrere a lungo andare nella spiacevole situazione in cui si usurano fino alla perforazione alcuni punti del circuito frigorifero.

Ciò avviene ad esempio nel caso in cui all’interno delle tubazioni rimanga un residuo di umidità, che la semplice procedura di spurgo non elimina. In tal caso l’olio naturalmente presente ed in circolo nelle tubazioni, per effetto dell’umidità, assume un carattere acido con effetto a lungo andare corrosivo. Questa situazione invalida la garanzia delle unità pertanto vi troverete nella spiacevole situazione di dover pagare l’intervento tecnico dell’assistenza autorizzata e tutte le riparazioni saranno a vostro carico, anche nel periodo di garanzia delle unità.

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- Scarico condensa

Quando un climatizzatore opera in modalità freddo viene espulsa da ciascuna unità interna dell’acqua di condensa. In fase di sopralluogo è pertanto fondamentale verificare la modalità di scarico della stessa.

Lo scarico può avvenire per pendenza naturale oppure in modo forzato.

Nel primo caso si sfrutta il campo gravitazionale per far defluire il fluido all’esterno dell’abitazione od in serbatoi di accumulo. Purtroppo però sussistono dei casi in cui per vincoli estetici o funzionali la quota delle tubazioni è ad un livello superiore rispetto quella di installazione dell’unità interna. In questi casi si utilizzano delle piccole pompe elettriche di aspirazione azionate da sensori posti direttamente sul tubo di scarico. Il loro funzionamento è abbastanza silenzioso ed efficiente.

In alcuni sistemi canalizzati mini slim duct o a cassetta l’unità interna integra già una pompa di aspirazione in grado di recuperare il dislivello tipico delle controsoffittature, rendendo quindi superfluo l’utilizzo di una pompa ausiliaria.

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- Installazione su predisposizione sottotraccia

Negli immobili di nuova costruzione è altamente probabile la presenza di predisposizioni per l’installazione di split. In questi casi, a meno che non si sia assolutamente certi del modo in cui sono state protette le estremità delle tubazioni o quando queste siano state posate da poco tempo (ad esempio è il caso di un immobile in ristrutturazione), è preferibile effettuare il lavaggio delle stesse prima di procedere con l’installazione delle unità. La procedura prevede il collegamento in loop delle tubazioni mediante opportune manichette e l’immissione nel circuito frigorifero di uno speciale fluido lavante a rapida evaporazione convogliato a bassa pressione mediante un sistema di spinta ad azoto liquido.

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- Carica di gas refrigerante

In taluni casi è possibile assistere al degradamento delle prestazioni del proprio impianto di climatizzazione con il tempo. In molti casi esso dipende dalla presenza di perdite del circuito frigorifero che comportano la dispersione più o meno veloce del gas refrigerante. In questi casi se la perdita è di facile individuazione si cerca di eliminarla, diversamente si procede comunque con l’aggiunta di gas refrigerante.

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